Come formulare domande potenti

L’antropologia ipotizza che la capacità dell’essere umano di formulare domande sia una delle caratteristiche che abbiano avviato l’evoluzione della specie umana. Se nel 3.500 a.c. un Sumero cercando di spostare un sasso non si fosse posto la domanda “perché non rotola?”, forse non avrebbe inventato la ruota …

Questa semplice storia è sicuramente inventata, ma risulta di forte impatto nel comprendere quanto sia importante per l’evoluzione della specie la capacità dell’essere umano di formulare domande e di ricercare potenziali risposte.

Se spostiamo l’attenzione negli ambienti aziendali potremmo pensare a quando è stata l’ultima volta che abbiamo partecipato a una riunione ed abbiamo pensato: “Quanto tempo sprecato.” Perché quella riunione era così noiosa? Probabilmente perché il leader dell’incontro non ha posto nessuna domanda interessante e, di conseguenza, l’incontro consisteva in noiosi report o altre forme di comunicazione monodirezionale che non raccoglieva l’interesse o la curiosità delle persone.

L’utilità della conoscenza che acquisiamo e l’efficacia delle azioni che intraprendiamo potrebbero dipendere dalla qualità delle domande che poniamo. Le domande aprono le porte al confronto e alle scoperte. Sono un invito alla creatività e al pensiero di rottura. Le domande possono portare al movimento e all’azione sui problemi chiave, generando insights creativi, le domande possono innescare il cambiamento.

Se porre buone domande è così importante, perché non è una pratica diffusa? Una ragione potrebbe essere legata alla cultura scolastica che si concentra sull’avere la “risposta giusta” piuttosto che scoprire la “domanda giusta”. Il nostro sistema educativo si concentra maggiormente sulla memorizzazione e sulle risposte meccaniche piuttosto che sull’arte di cercare nuove possibilità.

Un’altra ipotesi potrebbe essere legata ai sistemi di ricompensa nelle nostre organizzazioni. I leader credono di essere pagati per risolvere i problemi piuttosto che per favorire pensieri rivoluzionari. Tra il nostro profondo attaccamento alla risposta immediata (qualsiasi risposta) e la nostra ansia di non sapere, abbiamo inavvertitamente contrastato la nostra capacità di essere creativi. Ma oggi, date le sfide che affrontiamo senza precedenti sia nelle nostre organizzazioni sia nelle comunità sociali, ora abbiamo bisogno di queste competenze più che mai.

L’architettura delle domande potenti

Di seguito alcune caratteristiche proprie di una domanda potente:

  • genera curiosità nell’ascoltatore
  • stimola una conversazione riflessiva
  • è stimolante
  • scopre convinzioni nascoste
  • stimola creatività e nuove possibilità
  • genera energia e movimento in avanti
  • canalizza l’attenzione e focalizza l’indagine
  • resta impressa a lungo
  • tocca un significato profondo
  • evoca altre domande
  • “viaggia bene”, ossia si diffonde oltre il luogo in cui è nata in reti di conversazione più ampie. Domande che viaggiano bene sono spesso la chiave per un cambiamento su larga scala.

Le 3 dimensioni di una domanda potente

Esistono tre dimensioni per costruire domande potenti: Costruzione, Ambito e Paradigmi.  

La costruzione di una domanda

Di seguito l’elenco delle parole chiave necessarie per costruire una domanda potente:

  1. CHI
  2. COSA
  3. COME
  4. DOVE
  5. QUANDO
  6. QUANTO
  7. PERCHE’

A seconda della parola chiave, possiamo rendere una domanda più o meno “potente” seguendo il seguente schema:

L’ambito di una domanda

Di seguito 3 esempi di domande di ambiti diversi:

  • Come possiamo gestire al meglio il nostro gruppo di lavoro?
  • Come possiamo gestire al meglio la nostra azienda?
  • Come possiamo gestire al meglio la nostra catena di fornitura?

In questo esempio, le domande ampliano progressivamente il campo di indagine in quanto considerano aspetti più ampi del sistema. E’ importante adattare e chiarire l’ambito più precisamente possibile per mantenerle entro limiti realistici e per le esigenze della situazione in cui stiamo lavorando.

I paradigmi all’interno delle domande

Quasi tutte le domande che poniamo hanno paradigmi incorporati in esse, espliciti o impliciti. Questi paradigmi possono o non possono essere condivisi dal gruppo coinvolto. Per esempio la domanda: “Come potremmo fare in modo che tutti lavorino in Smart Working? ” presuppone che le persone coinvolte nell’esplorazione siano d’accordo che lavorare in Smart Working sia importante e necessario. Per formulare domande potenti, è importante prendere coscienza dei paradigmi e usarli in modo appropriato.

Conclusioni

Prima di una riunione o di una conversazione importante, trascorri qualche minuto da solo o con un collega per scrivere diverse domande rilevanti sull’argomento. Facendo riferimento alle tre dimensioni descritte sopra, prova a modificare le 8 parole chiave che rendono più o meno potente una domanda. Prova a cambiare l’ambito, assicurati di esaminare i paradigmi presenti all’interno delle tue domande e pensa se ti aiuteranno o ti ostacoleranno. Solo poche sessioni di pratica miglioreranno la tua capacità di impegnarsi in conversazioni produttive stimolate da domande potenti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *